| |
Commento
storico e culinario
La castanicoltura è stata diffusa
dai romani tra l’11- 18 secolo quando si è sviluppata
una vera e propria coltura.
Il castagneto da frutta da alberi piantati o innestati dall’
uomo.
Il castagno costituiva l’alimento principale per 120 giorni
all’ anno (produzione di farina, frutto essiccato su graticci,
consumo fresco, ecc.). Oggi sono ancora apprezzati i barscè,
cotti sul fuoco vivo in un’ apposita padella bucherellata
e li farüdi, bollite in pentola.

La castagna
Il nome del genere deriva probabilmente
da Kastanis, città dell’ Asia minore, dove il castagno
era abbondante
Famiglia: Fagacea o Cupulifere ( frutti avvolti da una cupola in
questo caso il riccio). Il castagno è una pianta tipica del
Sud delle Alpi (Ticino e vallate meridionali dei Grigioni)nell’
orizzonte collinare e submontano (tra i 200 e i 1000 m s l m)Alcuni
esemplari possono raggiungere m s l m.
La superficie complessiva dei castagneti subalpini raggiunge i 26
000 ha.
Conservazione: marmellata, vermicelles, marrons glaces, crema di
marroni, marroni canditi, castagne pre-cotte.
Essiccazione:farina, corn flaks, castagne secche
Foraggio per animali Differenti modi di conservazione: sotto vuoto,
surgelate, farina, seccate
L’ albero del castagno
L’ albero del castagno raggiunge
un’ altezza di 15-20 m ed ha una crescita molto rapida. È
sparso un po’ dappertutto nelle nostre regioni. La circonferenza
del tronco può arrivare fino a 30 cm.
La sua corteccia può essere intaccato da malattie come cancro
(cancro corticare) In età giovane la corteccia è liscia
e di color verde oliva, più in avanti la corteccia diventa
rugosa e di color grigio scuro, rossastro è il colore tipico
di quando viene intaccato dal cancro del castagno e quando l’
albero viene tagliato al centro assume un colore viola-scuro.
Il castagno; l’albero più longevo, si dice che si sia
imposto sulla terra 60 milioni di anni fa e oltre…qui da noi
è definito: il re dei boschi.
La selva, il paese degli
alberi castanili
La selva costituita unicamente da piante innestate
dall’ uomo, abbisogna di cure periodiche per la potatura e
per la cura del sottobosco. Il prodotto principale ovviamente è
il frutto. Alcune selve sono in via di ripristino mediante dei progetti
di recupero. Per esempio nei vigneti il palo del castagno potrebbe
essere sostituito con quello di cemento che presenta molti svantaggi.
Per ottenere legname di ottima qualità e alberi più
stabili è assolutamente indispensabile eseguire il taglio
rasoterra e con una superficie di taglio liscia e inclinata.
|
|
 |
|
Due
particolarità
Gran parte delle selve si trovano su terreno
di proprietà pubblica ma i castagni sono privati. Quest’
antica forma di diritto legata alla castanicoltura, probabilmente
sopravvissuta al diritto romano , si chiama Jus plantari.
Questa legge conferiva appunto il diritto ai cittadini patrizi di
piantare alberi o di innestare, divenendo così proprietari
dell’ albero. - La raccolta delle castagne era ( ed è
) riservata al proprietario fino ad una determinata data ( Festa
dei morti, 1 novembre), dopo di che la raccolta è aperta
a tutti.
Alcuni detti popolari
-Fiur da masc chastegni cul car, fiur da giügn
chastegni con al pügn, fiur da lüi chastegni par nüsun.
(fioritura a maggio, castagne col carro; fioritura a giugno castagne
con il pugno; fioritura a luglio castagne per nessuno).
- sal plöf al di da l’ascienziun al fa castagni fin i
buscun. ( se piove il giorno dell’ ascienzione fanno castagne
persino gli sterpi).
Alcuni proverbi
- Quanda sa vistis i castegn, al sa tra
fo i cristian. ( quando si vestono i castagni, si svestono i cristiani).
- Quando il vin non è più mosto, la castagna è
buon arrosto. |